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Le tre mosse per comunicare al meglio con tuo figlio

Fare il genitore, si sa, non è un ruolo semplice, la maggior parte degli errori commessi sono frutto di inesperienza e poca conoscenza della materia educativa.

In fin dei conti senza degli insegnamenti specifici fare il genitore diventa spesso un riproporre i modelli che abbiamo vissuto da figli coi nostri genitori.


Questo però non rappresenta la soluzione ideale, perché seppur in buona fede, insistendo con un certo modo di comportarci possiamo produrre più danni che benefici, un occhio esperto in questo senso può essere decisivo nel favorire una soluzione positiva per tutti.

In secondo luogo ripetere delle modalità comunicative improvvisate e quindi poco efficaci rischia di produrre stanchezza e a lungo andare frustrazione.





Vedi ora tre semplici mosse per ribaltare la situazione a tuo favore:


  1. Richiedere un comportamento specifico:


Probabilmente quando comunichi con tuo figlio tendi a dare comunicazioni generiche e poco chiare rispetto ad un comportamento che vorresti terminasse subito.

Le frasi più classiche sono: “Non farlo”; “Smettila” o ancora “fai da bravo”.

Nella testa di chi riceve il messaggio viene percepita una comunicazione confusa, ragion per cui è sempre preferibile comunicare quale sia il comportamento richiesto.




Non utile Utile

“Non farlo” “Lascia quella pietra in terra”

“ Smettila” “Non voglio che mi tiri per il braccio”


“Fai da bravo” “Vorrei che rimanessi seduto ed in silenzio”





2. Motivare il rimprovero:


Questo punto è apparentemente di facile applicazione ma sono sicuro potrà metterti in crisi, in pratica si tratta di spiegare a tuo figlio cosa non accetti del suo comportamento.

La cosa particolare che potrai sperimentare è che nella maggior parte dei casi le tue motivazioni sono date principalmente da preoccupazioni assolutamente incomprensibili per tuo figlio.


Facciamo un esempio: Nessun bambino ama stare seduto in silenzio per un'ora nella sala d'attesa di un medico, sarà compito tuo allora motivare il perché di questa richiesta (ad esempio il fatto di essere in un luogo pubblico e di non poter disturbare le altre persone)



"Se continuerai a correre per la sala.." (Comportamento bambino)


"..mi farai venire mal di testa.." (Effetto sul genitore)


"..e il mal di testa solitamente mi rende nervoso." Sentimento provato(genitore)








3. La richiesta va espressa in modo affermativo:


Come genitori ci sono dei particolari momenti in cui è necessario dare un orientamento ai propri figli.

Quando non ne hai alcuna intenzione è controproducente fingere di voler dare libertà di scelta rispetto ad alcuni comportamenti, di conseguenza è utile evitare l'uso delle domande.


Questo non significa essere autoritari ma semplicemente spingere il proprio figlio verso una regolazione dei propri comportamenti che in quella data situazione sono poco appropriati.



“Potresti sederti meglio?” (Non utile)


“Ho bisogno di vederti seduto composto quando mangiamo, ho paura ti possa sporcare" (Utile)








In sintesi, se applicherai con costanza questo tipo di comunicazioni potrai ottenere:


  1. La fine di alcuni comportamenti per te fastidiosi e inaccettabili

  2. Più energie, infatti con una comunicazione mirata non dovrai ripetere richieste vaghe e incomprensibili.

  3. L'educazione di tuo figlio al rispetto dei tuoi bisogni e delle tue esigenze.



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